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sabato 16 febbraio 2019

Il Gioco Offensivo Di Grant McCann Al Peterborough e Al Doncaster

Grant McCann, nordirlandese di Belfast, dopo una carriera da giocatore in squadre minori (in particolare Cheltenham, Barnsley, Scunthorpe e soprattutto Peterborough di cui fu anche capitano) diventa manager (caretaker) del Peterborough nel 2015 prima di ritornare assistente dopo una breve apparizione di 2 partite (vittoria per 5-1 contro l'Oldham ed un pareggio).
Il Peterborough infatti, dopo il lungo capitolo Darren Ferguson (figlio di Sir Alex) e la breve apparizione di Dave Robertson, affida la panchina a Graham Westley (ex coach dello Stevenage e molto criticato dai fans dei Posh durante la nomina, per il suo stile di gioco).

Westley: "In generale i tifosi vogliono belle partite, trofei e vittorie, ma soprattutto qui a Peterborough United, dove il nostro ambizioso presidente sceglie solo i più alti standard.
I nostri giocatori saranno allenati, organizzati e portati a giocare uno straordinario gioco offensivo"
Il mio assistente Grant McCann ha guidato la squadra a produrre oltre 500 passaggi per partita nel suo breve incarico da manager. Cercheremo di elevare il nostro standard minimo a 600 passaggi per partita, portando ad oltre 25 i tentativi in ​​porta a partita"

In realtà la stagione di Westley fu un mezzo flop, anche se va detto che ereditò una squadra in piena zona retrocessione e la portò al 14esimo posto.
Il periodo più difficile per lui fu tra febbraio e marzo, dove la squadra perse molti giocatori chiave per infortuni.


GRANT MCCANN A PETERBOROUGH
Il 16 maggio 2016 a prendere le redine della squadra fu lo stesso McCann con un contratto di quattro anni (a seguito di 2 partite di prova dove il Peterborough realizzò 9 reti vincendo 3-4 a Shrewsbury e 5-1 contro il Blackpool).
Il Peterborough di Westley (con le ultime 2 partite giocate sono McCann) chiude al 13esimo posto con 82 reti segnate e 73 subite in 46 giornate.
Nel 2016/17 il piazzamento migliora leggermente (11esimo posto) e la squadra chiude con 62 reti realizzate ed altrettanto subite.
Fu comunque un'annata difficile per il club scosso da un grave scandalo scoppiato a dicembre 2016, quando venne a galla faccende poco chiare sugli abusi sessuali nel mondo del calcio nel Regno Unito negli anni 80 e 90.
Venne rivelato che il presunto molestatore Bob Higgins lavorò come allenatore giovanile a Peterborough dal maggio 1995 all'aprile 1996. Venne indagato nel 1997 ma negò le accuse.
Il 5 luglio 2017, Higgins venne accusato di 65 casi di aggressione sessuale. I reati sarebbero stati commessi negli anni '80 e '90 ed avrebbero coinvolto 23 presunte vittime.
Il 27 gennaio 2017 venne riferito che anche il secondo ex allenatore del Peterborough era stato arrestato; Michael Sean 'Kit' Carson, 73 anni, direttore accademico del Peterborough dal 1993 al 200 1anche lui per reati simili.
Fu rilasciato su cauzione il giorno seguente, ma il 2 marzo 2018 venne accusato di 11 capi di aggressione e di incitamento di un minore a svolgere attività sessuale. I presunti reati riguardavano tutti ragazzi sotto i 16 anni e pare si siano verificati dal 1978 al 2009.

Nella stagione successiva comunque (2017/18), McCann venne nominato League One Manager del mese di agosto 2017.

A seguito di una sconfitta per 3-2 contro il Blackburn (a dicembre 2017): "Ho detto ai ragazzi dopo il match che il DNA di questa squadra non è quello di concedere e sedersi dietro. Il DNA da quando alleno qui è giocare in avanti. Voglio giocatori coraggiosi qui. Non voglio giocatori che temono di subire goal. La migliore forma di difesa per me è l'attacco. Avremmo dovuto andare in avanti e segnare un altro goal, ma non l'abbiamo fatto.
Sono rimasto deluso dopo esser passati in vantaggio nel primo tempo, perché per 10-15 minuti ci siamo seduti, ed è un errore che i giocatori devono capire, perché se vogliono giocare in quel modo possono anche andare in una squadra difensiva, una squadre nella metà inferiore della classifica che passa in vantaggio e si siede dietro. Se pensi questo, non sarai qui a gennaio. E' così semplice"
In FA Cup i Posh, sempre a dicembre, travolgono il Woking per 5-2.
In realtà la partita è complicata (2-2) e tre reti arrivano solo negli ultimi 20 minuti.

McCan: "Avremmo potuto vincere 10-2 stasera. Abbiamo giocato in modo aggressivo, attaccando e creando molte, molte occasioni. Avremmo dovuto segnare di più e concretizzare maggiormente ciò che creiamo, ma è stata una piacevole performance a tutto tondo del team. 
Con un po' più di spietatezza avremmo potuto avere un punteggio enorme. Ma entrare nel turno successivo è stata la cosa principale e si è visto che per la maggior parte del tempo abbiamo controllato il gioco. Il Woking ha giocato bene in contropiede ma eravamo molto più pericolosi quando avevamo il possesso. Sono felice che abbiamo dato ai tifosi la possibilità di un'altra bella giornata di FA Cup contro l'Aston Villa. Andremo lì e proveremo a giocare. Non giocheremo difensivamente"

A gennaio 2018 arriva infatti l'upset al Villa Park, quando i Posh eliminarono i Villans andando a vincere 1-3. Tuttavia a seguito di risultati altalenanti verrà licenziato 1 mese e mezzo dopo (25 febbraio 2018), a seguito di nessuna vittoria nelle ultime 7 partite (bilancio complessivo di 13 vittorie, 6 pareggi e 8 sconfitte).
Il presidente Darragh MacAnthony: "Amo Grant, è una leggenda di questa squadra e lo sarà sempre ma ora è il momento giusto per separarsi"

Barry Fry ha aggiunto: "Grant ha lavorato mattina, pomeriggio e sera a nome della squadra.
C'è una linea così sottile tra successo e fallimento: ci sono state molte decisioni che ci sono state contro in questa stagione e ci saremmo certamente trovati in una posizione migliore in campionato se fossero andate a nostro favore.
La sua etica del lavoro non è stata seconda a nessuno e non avrei assolutamente esitazioni nel raccomandarlo per un lavoro da manager in qualsiasi altro club"

Il Peterborough chiuderà la sua stagione in League One al nono posto (68 reti realizzate e 60 subite) con in carica lo scozzese Steve Evans che porterà a termine la stagione e durerà sino a gennaio 2019, sostituito poi dal grande ritorno di Darren Ferguson (il figlio di Sir Alex guidò la squadra alla promozione in Championship nel 2010/11 e poi l'anno successivo chiudendo la stagione al 18esimo posto con 67 reti segnate e 77 subite. Nel 2012/13 la stagione culminò con una retrocessione a seguito di 66 reti segnate e 75 subite. Nel 2013/14 riporta subito il Peterborough ai playoff promozione ma viene eliminato in semifinale dal Leyton Orient, l'esonero per Darren arriverà a febbraio 2015: i Posh chiuderanno la stagione al nono posto della League One).


MCCANN AL DONCASTER ROVERS
Diventato manager del Doncaster Rovers, altro club che negli ultimi decenni ha spesso e volentieri praticato un football offensivo, le cose a livello di credo di gioco non sono cambiate molto.
Malgrado lunghe strisce di partite dove non si è vista l'ombra di un clean sheet (cioè propria porta inviolata).
Ma McCann, come detto in precedenza, è sempre più interessato alla sua squadra che segna per prima e non a giocare per il pareggio: "In settimana non lavoriamo molto sulla difesa ma sul nostro gioco offensivo quindi su come come apriremo la difesa avversaria per fare gol. Penso che se ti concentri su ciò e e ci riesci tutto diventa più facile. Non abbiamo mai deciso di metterci dietro la palla e difendere ma solo di fare gol. Se saremo vulnerabili subendo goal, dobbiamo assicurarci di segnarne più degli avversari. Ovviamente, come squadra, vorremmo tutti clean sheet. Ma pensare a segnare reti penso che ci dia maggiori possibilità nel cercare di tenere la palla fuori dalla nostra area. Le squadre devono provare a pareggiare, il che ci dà una migliore possibilità di segnare ancora. Quando abbiamo segnato per primi in questa stagione, abbiamo vinto la partita per la maggior parte delle volte"

Prima della sconfitta casalinga per 1-0 contro il Sunderland ad ottobre 2018, i Rovers subirono nove gol in tre partite. Il loro ultimo clean sheet in campionato fu contro Portsmouth il 25 agosto 2018.
Gli uomini di McCann hanno spesso pagato il prezzo per le occasioni perse contro i Black Cats e nel 3-3 con Gillingham.

"Sembra che qualcosa di speciale stia accadendo al Doncaster Rovers. Continueremo a fare quello che stiamo facendo. Lavoreremo su ciò che pensiamo che dobbiamo migliorare. Dobbiamo solo concretizzare le nostre occasioni e cercare di difendere un po' meglio"
In questa prima metà stagione, il Doncaster viaggia con oltre 3 reti di media a partita (tra subiti e realizzati): 48 reti (32-16) in 16 gare casalinghe, a fronte di 49 reti (26-23) in 15 gare lontano da Keepmoat.
In poche parole, la squadra gioca sempre allo stesso modo sia in casa che in trasferta e con qualsiasi avversario.
La classifica dice che i Rovers sono in zona playoff e grazie a Marquis e Wilks stanno facendo una stagione fenomenale.
Presenta ancora in rosa la leggenda Coppinger, ormai 38enne.
E domani 17 febbraio 2019, vanno per la storia in FA Cup, dove affronteranno il Crystal Palace con tutta la forza della loro potenza offensiva inseguendo un pezzo di storia del club (raggiungere i quarti di finale per la prima volta nella loro storia).
Grant ha già più volte insistito sul fatto che un cambio di approccio per cercare di contenere il Palace al Keepmoat sarebbe una follia: "Non cambieremo il nostro modo di giocare. Giocheremo la nostra gara. Se è abbastanza buono è abbastanza buono. Se non lo è, non lo è. Sarei pazzo a provare a mettermi dietro la palla contro il Cystal Palace e lasciare che giochino loro. Sono giocatori di Premier League. Anche se probabilmente sarei pazzo ad attaccare loro. Chissà? Vedremo. 
Se è abbastanza buono, allora bene. Se non lo è, almeno abbiamo disputato una buona gara".

lunedì 11 febbraio 2019

Gregor Townsend e Le Influenze Di Guardiola Ai Glasgow Warriors e Con La Scozia

Gregor Townsend, oltre ad essere uno tra i mediani d'apertura più talentuosi prodotti dal rugby scozzese negli anni 90, è sicuramente tra i migliori coach di Rugby a livello mondiale.
A riprova di ciò, i grandi risultati raggiunti sia con i Glasgow Warriors che con la nazionale scozzese.
I Warriors sono stati guidati dal 2012 al 2017, prima di diventare selezionatore della Scozia.
Nel 2015, Townsend andò a vedere e studiare gli allenamenti del Barcellona di Pep Guardiola (appassionato di rugby), rimanendo a suo dire impressionato.
Del resto la passione per il calcio è ben più antica e risale agli anni 80, quando il padre lo portava a vedere a Glasgow, l'Hibernian e gli Hearts (Townsend però tifa Liverpool).

Nel 2015 dopo l'incontro con Guardiola quando allenava i Glasgow Warriors disse: "Sarebbe bello se qualcosa del genere potesse accadere a Glasgow. Dobbiamo avere una visione a lungo termine di come possiamo migliorare questo club, non solo questa stagione, ma per i prossimi 5-10 anni. Stiamo facendo un bel po' di passi in avanti, per far sì che molti giovani talentuosi esordiscano in squadra.
L'ambiente, la filosofia su come sviluppano i loro giocatori, struttura, stile di calcio si diffonde attraverso tutto ciò che vedi"

Townsend ha anche rivelato che questa al Barcellona è stata una delle numerose visite che il club ha fatto ad altri club sportivi mentre stava cercando di sviluppare ulteriormente i Glasgow Warriors.

Poi ha aggiunto: "Il nostro obiettivo è imparare da una serie di sport: nello stesso periodo in cui ero a Barcellona, ​​altri dello staff hanno visionati una squadra di hockey olandese ed anche il PSV Eindhoven, il nostro analista era in una squadra di rugby.
In qualsiasi ambiente crediamo di poter imparare dagli allenatori, dai giocatori, siamo aperti a condividere idee"
Townsend quindi ha studiato i metodi di Guardiola, che hanno portato il Barcellona a 14 trofei in quattro anni. Gregor portò i Glasgow Warriors al successo della Pro12 nel 2015, prima di portare la franchigia al primo quarto di finale della Coppa dei Campioni, conclusasi poi con la sconfitta contro gli inglesi Saracens.
Questo per i Warriors fu il primo titolo della loro storia.
I due anni precedenti al suo insediamento a Glasgow (2010/11 e 2011/12), i Warriors arrivarono penultimi. Con lui l'anno successivo quarti, qualificandosi ai playoff e perdendo in semifinale contro Leinster (poi sconfitti dagli Ospreys in finale).
Nel 2013 terzi, perdendo ancora in semifinale contro Leinster (poi campioni), nel 2014 secondi perdendo però in finale sempre contro Leinster.
Il titolo arriva finalmente nel 2015, a seguito di una stagione dominata (primo posto), dopo aver battuto ai playoff Ulster e Munster in finale.
Nel 2016 terzo posto e sconfitta in semifinale (un po' a sorpresa) contro Connacht, poi campione.
Ultimo anno con i Warriors si chiude con un sesto posto, poi arriva la chiamata con la Scozia.
Nel 2017 (da coach della Scozia, subentrato a Vern Cotter): "Il mio obiettivo è creare una squadra piena di ritmo, energia e velocità. Difesa ed alti ritmi definiscono le squadre vincenti. Credo che le persone guardino l'attacco di Guardiola più della sua difesa ma le sue squadre a Barcellona avevano una regola per riconquistare subito la palla, prima in 7 secondi e poi sono scese a 3 secondi.
Quello che si vede sono i tre spettacolari passaggi finali e la netta vittoria. Quello a cui non facciamo caso è come hanno recuperato la palla, la difesa è legata all'attacco"

Dunque il credo di Townsend è il gioco offensivo basato sul possesso del pallone e il recupero dello stesso in tempi brevissimi. Guardiola ovviamente è stato seguito anche al Manchester City.
Un'altra fonte d'ispirazione è stato Roberto Martinez, ex manager di Wigan ed Everton (l'incontro è stato facilitato anche dal fatto che Martinez è sposato con una scozzese).
Altri incontri calcistici sono stati con Jack Ross manager del St.Mirren, con Alex McLeish (grande appassionato di rugby) e Gordon Strachan (spesso andava alla sede dei Glasgow Warriors).
Guardiola si è detto comunque influenzato dal rugby ed appunto dal modo di giocare: devi guardare avanti, attaccando però lateralmente.

"Devi costruire un piano di gioco che ti aiuti a vincere partite, questo è ciò che i giocatori vogliono. L'attacco è una parte importante delle squadre vincenti.
Abbiamo dei vantaggi essendo un piccolo paese: possiamo formare i nostri migliori giocatori più facilmente e portarli in un ambiente di squadra pro o in un'accademia più velocemente.
Gli ultimi mesi sono stati dedicati alla pianificazione, all'apprendimento e alla visione dei nostri giocatori che si allenano"

"Quando giocavo, le squadre dominanti erano Inghilterra e Francia, e chiunque si fosse intrufolato come terzo incomodo aveva una possibilità. Ora hai cinque squadre in questo mix. È un torneo molto competitivo e di alta qualità. È stato un ottimo anno per noi, il 2017. Tre vittorie nelle Sei Nazioni seguite dalle vittorie in estate contro l'Australia e in novembre, una buona prestazione in Nuova Zelanda"

Altre influenze sono stati gli ex allenatori Stuart Lancaster, Frank Hadden, Ian McGeechan, Jim Telfer.
Chiunque abbia guardato la Scozia negli ultimi anni avrà notato il ritmo feroce del loro gioco d'attacco sotto Townsend ed anche le loro abilità nelle "transizioni" tra difendere, calciare ed attaccare.
John Barclay (capitano della Scozia, ora gioca per Edimburgo prima di essere stato una colonna dei LLanelli Scarlets): "Per me è stata una netta differenza, mi ci sono volute un paio di settimane per abituarmi quando Gregor ha preso il comando, forse i giocatori che giocavano per i Warriors erano un po 'più abituati.
È proprio questa dinamica di scenari in continua evoluzione, molti esercizi diversi. A volte penso che se hai giocato un po' di anni può diventare piuttosto ripetitivo, quindi è bello provare cose diverse soprattutto se poi si trasferiscono nelle partite"

Con la Scozia, l'esordio ufficiale è il 13 a 34 inflitto all'Italia, seguita dalla vittoria contro l'Australia 17-24.
Si ricorda poco dopo anche una sconfitta di misura contro gli All Blacks 17-22 e la netta affermazione ancora contro l'Australia a novembre 2017...53-24.
Perso contro il Galles (34-7), è arrivata anche un'affermazione contro la Francia 32-26 e l'Inghilterra 25-13. Sconfitti dall'Irlanda, gli scozzesi battono nuovamente l'Italia, travolgono l'Argentina 15-44 e Fiji 54-17.
Negli ultimi test match del 2018 arriva una sconfitta di 6 contro il Sud Africa e l'affermazione contro l'Argentina.
A livello di 6 Nazioni, la Scozia ne ha vinti 22, anche se l'ultimo successo è datato 1999.
Negli ultimi 3 anni sono arrivati 2 quarti posti (Inghilterra vittoriosa in entrambe le edizioni) e un terzo posto nel 2018 (vittoria dell'Irlanda).
Nel 6 Nazioni 2019, ovviamente Greig Laidlaw rimane un tassello essenziale nella scacchiera di Townsend.
A cui si aggiungono Finn Russell, Stuart Hogg e Stuart McInally.

venerdì 8 febbraio 2019

Classifica Degli Sport Più Ricchi: Brand Più Preziosi, Prize Money, Premi Vittoria, Powa Index e Stipendi

Premesso che il brand degli eventi sportivi varia di ogni anno, secondo una classifica di Forbes, in testa troviamo il Super Bowl, il cui marchio si attesta addirittura a 663 milioni.
A seguire, ci sono le Olimpiadi estive, un brand da 419 milioni di dollari: molti di più dei 285 della versione invernale, che si piazza comunque al terzo posto.
Al quarto ci sono i Mondiali di Calcio, seguiti dalle NCAA Final Four del campionato universitario di Basket (228 milioni) e dall'appuntamento dell'anno targato WWE, cioè quello ad aprile con Wrestlemania (195 milioni).
Segue la UEFA Champions League (185 milioni).
In ottava posizione ci sono i College Football Playoff (176 milioni), mentre gli ultimi due posti sono occupati in ordine dalla Daytona 500 (140 milioni di dollari) e dalle World Series della Major League Baseball (124 milioni).


BRAND SPORTIVI PIU' RICCHI AL MONDO
Di seguito i 50 brand sportivi più preziosi al mondo (al 2018):

1. Dallas Cowboys, $4,8 miliardi, 14% (NFL)

2. Manchester United, $4,123 miliardi, 12% (Soccer)

3. Real Madrid, $4,09 miliardi, 14% (Soccer)

4. Barcelona, $4,064 miliardi, 12% (Soccer)

5. New York Yankees, $4 miliardi, 8% (MLB)

6. New England Patriots, $3,7 miliardi, 9% (NFL)

7. New York Knicks, $3,6 miliardi, 9% (NBA)

8. Los Angeles Lakers, $3,3 miliardi, 10% (NBA)

8. New York Giants, $3,3 miliardi, 6% (NFL)

10. Golden State Warriors, $3,1 miliardi, 19% (NBA)

10. Washington Redskins, $3.1 miliardi, 5% (NFL)

12. Bayern Munich, $3.063 miliardi, 13% (Soccer)

13. San Francisco 49ers, $3.05 miliardi, 2% (NFL)

14. Los Angeles Dodgers, $3 miliardi, 9% (MLB)

14. Los Angeles Rams, $3 miliardi, 3% (NFL)

16. Chicago Cubs, $2,9 miliardi, 8% (MLB)

17. San Francisco Giants, $2,85 miliardi, 8% (MLB)

17. Chicago Bears, $2,85 miliardi, 6% (NFL)

19. Boston Red Sox, $2,8 miliardi, 4% (MLB)

19. Houston Texans, $2,8 miliardi, 8% (NFL)

21. New York Jets, $2,75 miliardi, 0% (NFL)

22. Philadelphia Eagles, $2,65 miliardi, 6% (NFL)

23. Chicago Bulls, $2,6 miliardi, 4% (NBA)

23. Denver Broncos, $2,6 miliardi, 8% (NFL)

25. Miami Dolphins, $2,575 miliardi, 8% (NFL)

26. Green Bay Packers, $2,55 miliardi, 9% (NFL)

27. Boston Celtics, $2,5 miliardi, 14% (NBA)

27. Baltimore Ravens, $2,5 miliardi, 9% (NFL)

29. Atlanta Falcons, $2,475 miliardi, 16% (NFL)

30. Manchester City, $2,474 miliardi, 19% (Soccer)

31. Pittsburgh Steelers, $2,45 miliardi, 9% (NFL)

32. Seattle Seahawks, $2,425 miliardi, 9% (NFL)

33. Minnesota Vikings, $2.4 miliardi, 9% (NFL)

34. Oakland Raiders, $2,38 miliardi, 13% (NFL)

35. Indianapolis Colts, $2,375 miliardi, 9% (NFL)

36. Brooklyn Nets, $2,3 miliardi, 28% (NBA)

36. Carolina Panthers, $2,3 miliardi, 11% (NFL)

38. Los Angeles Chargers, $2,275 miliardi, 9% (NFL)

39. Arsenal, $2,238 miliardi, 16% (Soccer)

40. Houston Rockets, $2,2 miliardi, 33% (NBA)

41. Los Angeles Clippers, $2,15 miliardi, 7% (NBA)

41. Arizona Cardinals, $2,15 miliardi, 6% (NFL)

43. New York Mets, $2,1 miliardi, 5% (MLB)

43. Kansas City Chiefs, $2,1 miliardi, 12% (NFL)

45. Jacksonville Jaguars, $2,075 miliardi, 6% (NFL)

46. Chelsea, $2,062 miliardi, 12% (Soccer)

47. Tennessee Titans, $2,05 miliardi, 2% (NFL)

48. New Orleans Saints, $2 miliardi, 14% (NFL)

49. Tampa Bay Buccaneers, $1,975 miliardi, 10% (NFL)

50. Cleveland Browns, $1,95 miliardi, 5% (NFL)


FATTURATI (RICAVI DA SPONSORIZZAZIONI, CONTRATTI TV NAZIONALI E LOCALI)
1. NFL 11 miliardi e 394 milioni di euro
2. MLB 8 miliardi e 804 milioni di euro
3. NBA 5 miliardi e 904 milioni di euro
4. Premier League 5 miliardi e 297 milioni di euro
5. NHL 3 miliardi e 700 milioni di euro


DIRITTI TV
1. NFL 3 miliardi e 900 milioni di euro per anno
2. NBA 2 miliardi e 200 milioni di euro per anno
3. Premier League 2 miliardi e 700mila euro per anno
4. MLB 1 miliardo e 100 milioni di euro per anno
5. NHL 1 miliardo e 100 milioni di euro per anno


SPONSOR MAGLIA (CALCIO)
1.Manchester United: 71 milioni di euro l'anno (Chevrolet)
2. Barcellona: 61,5 milioni (Rakuten)
3. Chelsea: 55 milioni (Yokohama)
4. Arsenal: 40 milioni (Fly Emirates)
5. Bayern Monaco: 33 milioni (Telekom)
6. Real Madrid: 32 milioni (Fly Emirates)
7. PSG: 28 milioni (Fly Emirates)
8. Manchester City: 27 milioni (Eithad Airways)
9. Liverpool: 27 milioni (Standard Chartered)
10. Tottenham: 21 milioni (AIA)
11. Juventus: 21 milioni (Jeep)


SPONSOR TECNICI (CALCIO)
1. Barcellona: 105 milioni di euro l'anno (Nike)
2. Bayern Monaco: 90 milioni (Adidas)
3. Manchester United: 83,5 milioni (Adidas)
4. Chelsea: 66 milioni (Nike)
5. Real Madrid: 52 milioni (Adidas)
6. Juventus: 51 milioni (Adidas)
7. Borussia Dortmund: 50 milioni (Puma)
8. Liverpool: 35 milioni (New Balance)
9. Arsenal: 33 milioni di euro (Adidas)
10. PSG: 20 milioni (Nike)
11. Milan: 15 milioni (Puma)


TREND SOCIETA' CALCIO FEBBRAIO 2019 (BORSA)
1. Celtic Glasgow +183%
2. Arsenal +91%
3. Manchester United +48%
4. Besikats +46%
5. Copenaghen +45%
6. Ajax +19%
7. Juventus +7%
8. Borussia Dortmund -19%
9. Fenerbahce -25%
10. AIK Solna -58%
11. Benfica -61%


POWA INDEX
POWA Index 2018 è una classifica che misura la potenzialità di un brand sportivo combinando le informazioni provenienti da miliardi di notizie, interazioni e comunicazione transitate sui media tradizionali o attraverso social. E' uno strumento utilizzato nel mondo delle partnership commerciali per 'pesare' quanti soldi vale la pena investire su un marchio e quale è la sua diffusione.
Questa graduatoria è comandata dall'NBA, la lega professionistica statunitense di Basket. La curiosità è che ben 9 delle prime 20 posizioni sono occupate da marchi legati a grandi manifestazioni e non a club, mentre nella graduatoria ristretta dei brand societari il Calcio è padrone con valori superiori a quelli delle singole componenti delle grandi leghe di altri sport (sicuramente perchè abbraccia molti più nazioni rispetto a quanto potrebbe fare la MLB o NFL).
Restringendo il campo alle società calcistiche, emergono i valori già fotografati dalle classifiche annuali di ricchezza e fatturato. Il club col maggiore potenziale commerciale al mondo è il Real Madrid. Secondo gli analisti, la sponsorizzazione della sua maglia dovrebbe valore 75 milioni di euro a stagione (oggi ne prende 69,5).
Poi Barcellona (70,5 il valore potenziale e 53,7 quello reale), Manchester United (65,1 e 58), Arsenal (46,4 e 34,1) e Liverpool (44,3 contro i 45,4 messi a bilancio con l'ultimo accordo).
La Champions League, tra le grandi manifestazioni viene dietro NBA, NFL (football americano) e Premier League, ma vale più della Coppa del Mondo FIFA (sconta il fatto di essere quadriennale) e la Formula Uno recentemente passata di mano.

Ed invece per quanto riguarda i montepremi?


BOXE
La Boxe fa un po' storia a sè e può essere considerata sicuramente lo sport più ricco, visto che basta un solo match (ok, non tutti sono Mayweather o Tyson ma tant'è) per far partire cifre da capogiro.

Mayweather v McGregor (2017)
A Las Vegas, Mayweather guadagnò 88 milioni di euro di borsa e 242 milioni di incassi totali (McGregor 66 milioni di borsa).

Mayweather v Pacquiao (2015
Mayweather incassa 88 milioni per introiti complessivi di 158 milioni.

De La Hoya v Mayweather (2007)
Oscar incassa 46 milioni contro i 22 di Floyd.

Mayweather v Canelo (2013)
Floyd incassa complessivamente 88 milioni.

Mayweather v Cotto (2012)
Qui si scende a 35 milioni.

Holyfield v Tyson (1997)
Si parla di anni 90 quindi un'altra era della Boxe: Evander 31 milioni, Tyson 26.

Holyfield v Tyson (1996)
Qui Tyson incassa 26 milioni, cioè la borsa più alta.

De La Hoya v Trinidad (1999)
Per Oscar De La Hoya 25 milioni (verrà sconfitto).

Joshua v Povetkin (2018)
L'inglese a Wembley, davanti a 90mila spettatori, prende 22 milioni (più del triplo del rivale).

Joshua v Klitschko (2017)
Qui 17 milioni per entrambi.


CHAMPIONS LEAGUE (CALCIO)
Per quanto riguarda i montepremi della Champions League, scorso anno era di quasi 762 milioni di euro, distribuiti tra partecipazione, vittorie, passaggio del turno più eliminazione diretta.


EUROPA LEAGUE (CALCIO)
Nel 2018 il montepremi complessivo dell'Europa League era di 560 milioni di euro (circa 200 in meno rispetto alla Champions League), con la vincente che guadagna 8 milioni e 500 mila euro (poco più di una semifinalista sconfitta in Champions), la finalista 4 milioni e 500 mila euro (meno degli ottavi di finale di Champions).


PREMIER LEAGUE (CALCIO, INGHILTERRA)
Grazie ai fantasmagorici diritti TV, al merchandising e quant'altro il campionato inglese di calcio è nettamente quello che dà più soldi di tutti (impietoso il confronto con Liga, Serie A o Bundesliga tedesca), anche la Champions League può poco.
L'ultima in classifica guadagna grossomodo quanto le vincenti di Serie A e Liga.



FA CUP (CALCIO, INGHILTERRA)
Gli importi sono riportati in sterline (al cambio di oggi vale 1,13 euro):
Extra preliminary round winners (184) £2,250 Losers receive £750
Preliminary round winners (160) £2,890 Losers receive £960
First round qualifying winners (116) £6,000
Second Round Qualifying winners (80) £9,000
Third Round Qualifying winners (40) £15,000
Fourth Round Qualifying winners (32) £25,000
First Round Proper winners (40) £36,000
Second Round Proper winners (20) £54,000
Third Round Proper winners (32) £135,000
Fourth Round Proper winners (16) £180,000
Fifth Round Proper winners (8) £360,000
Quarter-Final winners (4) £720,000
Semi-Final winners (2) £1,800,000
Semi-Final losers (2) £900,000
Final runners-up (1) £1,800,000
Final winners (1) £3,600,000

Anche il montepremi della FA Cup è molto alto, anche se va ripartito tra 644 squadre.
Alla vincente rimangono 3 milioni e 700mila euro.
Per fare un paragone, in Italia, il montepremi totale è decisamente più basso ma è ripartito tra solo 78 squadre quindi alla vincente (nel 2018) sono andati 5 milioni di euro (alla sconfitta 3,2 milioni).


TENNIS
I Grande Slam di Tennis sono generalmente variabili ma troviamo in testa quasi sempre l'US Open e Wimbledon (con qualche incursione del Roland Garros).
Nel 2018 US Open 53 milioni di dollari di montepremi (46 milioni di euro), Roland Garros francese 39 milioni e 100mila euro, Wimbledon elargì 34 milioni di sterline di montepremi (38 milioni e 500mila euro) ed infine l'Australian Open 34 milioni e 600mila euro.


GOLF
Per quanto riguarda i maggiori tornei golfistici, il primato spetta anche qui all'US Open che nel 2018 garantì 12 milioni di dollari come montepremi.
Poi PGA e Masters 11 milioni di dollari, infine British Open 10 milioni e 500mila dollari.


SPORTIVI PIU' RICCHI AL MONDO
10) Matthew Stafford (quarterback dei Detroit Lions e della NFL), nel 2017 ha firmato un contratto da capogiro: $135 milioni per 5 anni. Il suo conto in banca si aggira intorno ai $59,5.
9) Matt Ryan (quarterback degli Atlanta Falcons, sempre NFL), nel 2018 ha firmato un contratto quinquennale da $150 milioni classificandosi uno degli sportivi più ricchi nella storia della NFL.
Reddito attuale di circa $67,3 milioni.
8) Stephen Curry, l'asso dei Golden State Warriors (3 titoli NBA negli ultimi 4 anni), vanta un reddito di $76,9 milioni.
7) Roger Federer tennista numero 2 nel ranking mondiale ATP, considerato uno dei migliori di sempre. É l’atleta ad aver vinto più titoli nel Grande Slam in assoluto, senza nemmeno contare le ATP Finals.
6) LeBron James (NBA) emblema dei Cleveland Cavaliers ed ora dei Los Angeles Lakers, con i quali ha da poco firmato un contratto quadriennale di ben $154 milioni, vanta un reddito di $85,5 milioni e 3 titoli NBA. Nel 2010 è stato classificato da una famosa rivista come il secondo atleta più influente al mondo dopo Lance Armstrong, oltre che uno degli sportivi più ricchi.
5) Neymar è uno degli sportivi più ricchi al mondo con il suo reddito da $90 a soli 26 anni.
4) Conor McGregor è passato dal fare l’idraulico a diventare uno degli sportivi più ricchi del mondo e campione della MMA, sia di pesi leggeri che piuma nella UFC americana. É stato campione delle stesse categorie anche nella Cage Warriors. Il suo reddito? $99 milioni.
3) Cristiano Ronaldo ex asso del Manchester Utd e del Real Madrid è stato protagonista dell’estate 2018 con lo scambio più oneroso mai registrato in Serie A. La Juve ha acquistato il suo cartellino per ben €100. Con 5 palloni d’oro alle spalle e numerose Champions League vanta un reddito di $108 milioni
2) Lionel Messi sicuramente è uno degli sportivi più ricchi di sempre, se non il calciatore più pagato della storia. Con un reddito da $111 milioni, ha stabilito tutti i record sia nel Barcellona, che nel calcio in generale.
1) Floyd Mayweather non poteva che aggiudicasi il primo posto nella lista degli sportivi più ricchi del mondo. Questo pugile di 41 anni ha collezionato 50 vittorie e 0 sconfitte. Con l’incontro con Conor McGregor lo scorso agosto 2017 ha chiuso la sua carriera in bellezza con un reddito di $285 milioni.

sabato 2 febbraio 2019

Il Calcio Offensivo Di Jurgen Klopp: Esultanze, Litigi e Citazioni Celebri

Jurgen Klopp subentra a Brendan Rodgers, sulla panchina del Liverpool, il 9 ottobre 2015.
Dopo qualche tempo di ambientamento sono arrivati risultati e gioco.
Quest'anno soprattutto.
Ma anche lo scorso anno con la finale di Champions League.
Persa ovviamente contro il Real Madrid.
Malgrado tutto, le finali restano maledette per Jurgen Klopp che, dal 2013 ad oggi, si è fermato 6 volte ad un passo dalla gloria e ha sempre dovuto guardare gli altri alzare le varie coppe.
Il sortilegio inizia nel 2013 quando il tecnico guida il Borussia Dortmund fino alla finale di Champions League vinta poi dal Bayern Monaco.
Nel 2014 e nel 2015 invece il Borussia di Klopp arriva in fondo per due anni di fila alla Coppa di Germania ma deve inchinarsi prima ancora al Bayern Monaco e poi al Wolfsburg.
Non va meglio nel 2016 quando, al suo primo anno sulla panchina del Liverpool, Klopp di finali ne perde addirittura due in pochi giorni: Coppa di Lega contro il Manchester City ed Europa League contro il Siviglia.
Una maledizione vera e propria che Klopp sperava di interrompere contro il Real Madrid nel 2018. Speranza resa vana sabato sera dalla doppietta di Bale e dai clamorosi errori del portiere Karius.
Dunque il rapporto che l'allenatore riesce ad instaurare con i tifosi esula dai risultati ma dipende dalla capacità istrionica e spontanea, esagerata e anti-conformista di considerare il calcio dalla tribuna, dalle curve.

"Ben venga il calcio in televisione, gli anziani aumentano e anche loro devono aver l’occasione di divertirsi con il calcio ma se per la TV si devono sfavorire i ragazzi che escono di casa, si fanno i chilometri per sostenerci, allora dico: nemmeno per sogno, anzi, proprio per il culo" (disse alla Bild un paio di anni fa a proposito della richiesta di rinvio di una partita per esigenze televisive)

E dire che le prime stagioni al Dortmund erano iniziate tutt'altro che bene: qualche discreta vittoria ma tanti tonfi con i tifosi che fischiano, chiedono a Klopp di dimettersi. La curva lancia ortaggi al tecnico, lui applaude ironico. Il capo ultrà lo affronta, lui lo guarda e gli dà appuntamento fuori dallo stadio. Non passa nemmeno per gli spogliatoi e aspetta i tifosi, nonostante la dirigenza voglia vietargli l’incontro. Quello che succede è raccontato un anno dopo dalla Bild. I due si incontrano, urlano entrambi, si rischia lo scontro fisico. Klopp grida al capo ultrà di essere uomo, tirare fuori le palle e continuare a sorreggere la squadra. Gli viene risposto che l’unico modo che ha per continuare a essere uomo è quello di dimettersi. L’allenatore risponde che l’unico modo che ha lui di essere uomo è di affrontarlo in birreria.
Un litro di birra, chi ci mette meno tempo a consumarla imporrà all’altro la propria visione del calcio. Il direttore sportivo del Borussia è allibito, vorrebbe che l’allenatore lo seguisse sul bus della squadra, lui rifiuta e va a sfidare il rivale. Vince.
Klopp pretende che la curva smetta con i fischi e supporti i gialloneri almeno sino alla pausa invernale. Da lì saranno 10 risultati utili consecutivi, diventa amato, raggiunge anche la finale di Champions League come detto.
Particolare anche quest'episodio raccontato da Gundogan (ora al Manchester City): nel 2011/12, al Dortmund mancavano pochi punti per vincere il secondo campionato in fila ed è capitato che, anticipando i festeggiamenti, i giocatori si presentassero agli allenamenti ubriachi.

"Eravamo giovani e molti di noi single. La sera dopo le partite facevamo festa. È capitato che alcuni di noi arrivassero non ancora del tutto sobri agli allenamenti. Ma sono cose che ci univano ancora di più"

Prima della finale con il Bayern Monaco: "Abbiamo una freccia e un arco. Se miriamo bene, possiamo centrare l’obiettivo. Il problema è che il Bayern ha un bazooka. Le probabilità che loro riescano a centrare l’obiettivo sono decisamente superiori. Detto questo, pure Robin Hood ha avuto un certo successo"

Il lungo addio è datato 18 marzo 2015: si gioca l’ottavo di finale di Champions contro la Juventus, perso per via di una doppietta di Tevez.
Klopp decide di incamminarsi verso casa a piedi: inghiottito dalla cupa e gelida notte di Dortmund, zaino in spalla, in un paesaggio spettrale e silenzioso.
Klopp ora cerca di replicare in Inghilterra quanto fatto in Germania: "Se tra quattro anni dovessi essere ancora qui, sono molto fiducioso nel fatto che avremo conquistato almeno un titolo"
Subentrando a Rodgers all’inizio del 2015/16, Klopp ereditò una squadra reduce da appena quattro vittorie nelle prime undici partite.
Dei 41 elementi allora in rosa, appena 12 sono ancora a Liverpool e solo quattro sono ancora titolari: Henderson, Milner, Firmino e Gomez.
Va detto che alcune decisioni, come nel caso di Coutinho ed Emre Can, sono andate contro la sua volontà.
Per quanto riguarda il 2017, la svolta più significativa può essere fatta risalire all’ingaggio di Virgil van Dijk: che dopo un ambientamento difficile, sta dominando, essendo diventato tra i migliori 3 difensori al mondo.
Poi certo con Salah, Firmino, Mané ma anche un ringiovanito Milner, per non parlare dei giovani Robertson ed Alexander Arnold è tutto più facile.
Di Alisson o di rincalzi di lusso quali Shaqiri e Sturridge.
Pur restando fermi i capisaldi del Gegenpressing (soprattutto quando si tratta di aggredire in avanti i centrali difensivi avversari in situazioni di parità numerica), il tedesco ha provato ad accorciare ulteriormente le distanze tra i reparti, aumentando la densità in mezzo al campo e rendendo difficile la costruzione di gioco degli avversari. In fase di possesso i Reds tendono a privilegiare una costruzione della manovra che coinvolga anche i terzini per risalire più rapidamente possibile il campo e facilitare la preparazione degli inserimenti tra le linee delle mezzali.

 "Non puoi avere la migliore atmosfera del mondo, giocando in orizzontale"

"Il mio calcio è Heavy Metal. C’è chi dirige la squadra come un’orchestra. Fanno possesso palla, passaggi giusti, ma è come una canzone silenziosa. A me piace vedere il pallone di qua, di là, i tuffi dei portieri, pali, traverse, noi che voliamo dall’altra parte"

Sostanzialmente il gioco di Klopp si basa su un mix di pressing offensivo imposto, fase offensiva che si trasforma improvvisamente in difensiva con l’aggressione sui portatori di palla e la chiusura delle linee di passaggio in uscita, creando densità intorno al pallone: spesso gli avversari sono costretti all’errore o alla giocata forzata, favorendo così i fulminei tagli della propria squadra che, in pochi passaggi, arriva in porta.
Poi certo, al di là della tattica e del gioco, si tratta di uno passionale sempre pronto a saltare sulla linea di bordocampo o ad esultare.
Ronald Koeman, prima che venisse esonerato dall’Everton, dirà dopo un derby di Liverpool di qualche anno fa di non sopportare troppo gli allenatori che "passano tutto il tempo dalla panchina a urlare agli arbitri e ai guardalinee: sembrano pazzi". Il riferimento è chiaramente a Klopp.
Lo stesso allenatore tedesco nel 2016 aveva invitato i tifosi della sua squadra ad andare a Basilea, la città svizzera dove si sarebbe tenuta la finale di Europa League tra Liverpool e Siviglia, anche se non avevano il biglietto.
Lo stadio del Basilea, il St.Jakob-Park, è molto piccolo e ha solo 35mila posti, pochi per una finale europea: per i tifosi del Liverpool sono stati messi a disposizione solo 10.236 biglietti (gli altri sono per i tifosi spagnoli e neutrali).
Dopo l’invito ai tifosi del Liverpool, però, si è accorto che stavolta stava esagerando, e in una conferenza stampa disse che la sua non era stata un’uscita molto intelligente, visto che in Svizzera dovrebbero andare solo i giocatori e i diecimila tifosi provvisti di biglietto, altrimenti ci sarebbe il caos.
Anche con Mourinho litigò nel 2017 quando lo United affrontava il Liverpool.
Il Liverpool si era portato in vantaggio su rigore molto ingenuo provocato da Pogba. Poi, nel finale, il pareggio di Ibrahimovic che chiude un’azione in cui ad arbitro e guardalinee sfugge il fuorigioco di Valencia. E il nervosismo sale ancora. Al 91' il netto fallo di Herrera su Firmino che viene strattonato. Il brasiliano reagisce e Mourinho scatta.
L’arbitro Michael Oliver decide di ammonire entrambi i giocatori, ma poi deve calmare anche i due allenatori.
Klopp e Mourinho, infatti, stavano per venire a contatto.
Klopp: "Pretendeva che ci fosse come minimo il cartellino giallo, non potevamo avere la stessa opinione. Credo che l’arbitro abbia fischiato prima che accadesse qualcosa. Roberto è un giocatore di testa, voleva restare in piedi e giocare. Il giallo lo avrebbe dovuto prendere solo Herrera, non Roberto, che voleva continuare a giocare"

Lo si ricorda litigare anche con un tifoso dello Swansea ad inizio 2018:
"Mi stava gridando per tutto il tempo. Scusate, ho reagito una volta, mi sono ricordato di essere un essere umano e non un manager professionista. Ad un certo punto, ho detto per favore. Non avevo un registratore come voi, quindi nessuno l'ha registrato, nessuno poteva sentire quello che ha detto. Va bene così. Ho avuto solo un attimo in cui ho pensato ora, ne ho abbastanza"

O correre come un pazzo in campo come fece nel derby della Merseyside vinto contro l'Everton nei minuti di recupero, i primi di dicembre del 2018.
Il Liverpool e i suoi fans, se possibile, hanno portato il suo stile adrenalinico ai massimi livelli.
Le interviste pre e post partita, le conferenze stampa, l’interazione con i propri calciatori.
Klopp che corre a esultare come un ultrà con i suoi dopo una rete "avevo un altro paio di occhiali ma sai: è difficile cercare degli occhiali senza gli occhiali".
Lo si può vedere battersi il petto per caricare la squadra e caricarsi, far partire pugni come un pugile. sorridere guascone sulla linea (in modo ironico o non), disperarsi con movimenti sinuosi quando uno dei suoi calciatori sbaglia una chiara occasione.
Appena Mane sbaglia goffamente un gol nella semifinale (stravinta contro la Roma lo scorso anno) cancellando la possibilità di portarsi in vantaggio, il tedesco prima scatta girando su se stesso per poi alzare le braccia voltandosi verso il pubblico, come a chiedere di non fermarsi ad incitare.
Klopp nei suoi 7 anni a Dortmund ha vinto 2 titoli e totalizzato anche 2 secondi posti, a Liverpool questo è il quarto anno dopo un ottavo posto (da subentrato) e due quarti posti.
Che sia questa la volta buona che il Liverpool torni a rivincere un titolo dal 1990?


CITAZIONI CELEBRI
"I soldi non sono la cosa più importante. Però sono importanti. Non sono il Mahatma Gandhi"

[Sulla sconfitta nella finale di Champions League 2013]
"Posso solo dire che è stato bello. Londra è la città dei Giochi Olimpici. Il tempo era buono, è stato tutto ok. Solo il risultato è stato una merda"

"Messi è il migliore. Deve esserci vita in qualche altro pianeta. Perché lui è troppo forte e noi siamo troppo scarsi per lui"

"Stiamo per affrontare la sfida peggiore nel calcio: giocare contro una squadra italiana a cui basta un pareggio"

"Non sono mai riuscito a mettere in campo quello che mi passava per la testa. Ero un talento da quinta divisione con una testa da Bundesliga. Il risultato? Sono arrivato in seconda divisione"

"All’intervallo, ho detto ai miei giocatori: ‘Dato che siamo qui, sarebbe il caso di provare a giocare a calcio"

"A Wenger piace controllare la palla, giocare con molti passaggi. Le sue squadre sono come un’orchestra. Ma è una canzone silenziosa. A me piace l’Heavy Metal"

"Sono orgoglioso che alcuni tifosi dell’Arsenal mi vogliano, ma non importa che io sia orgoglioso. Mia madre è orgogliosa. È una sensazione migliore rispetto al non essere conosciuto, ma non mi aiuta al mattino, non mi aiuta alla sera e non mi aiuta nel resto del giorno"

[Sulla strategia del Bayern Monaco]
"Sono come i cinesi nel mondo degli affari. Guardano quello che fanno gli altri e lo copiano. Soltanto con più soldi"

"Portare 80mila persone allo stadio per far vedere loro un calcio noioso non va bene"

[Sulla possibilità di vedere Hummels andarsene al Manchester United]
"Se non è una bufala, mi mangio un manico di scopa"

[Sui ricorrenti infortuni di Hummels]
"Lo aspetteremo come fa una buona moglie con un marito finito in carcere"

"Non mi piace il calcio lineare e del possesso palla. Non è il mio sport, non è la mia filosofia. Mi piace il calcio delle battaglie. La pioggia, il fango. Mi piacciono le partite dove si esce con la maglia zuppa e la faccia sporca. Con le gambe così pesanti da credere che non riuscirai a giocare per settimane. Vai e dai tutto. Se non si dà tutto, non mi diverto. Mi annoia vincere in un altro modo. Quando non corriamo più degli altri, io sbadiglio. Sono felice quando le statistiche a fine partita dicono che abbiamo corso 10 km più degli avversari. C'è chi obietta: si deve correre nella direzione giusta. Okay, nella direzione giusta, ma 10 km più degli altri. È la prima regola che ti danno da bambino: corri"

"Dicono che mi agito troppo in panchina? In certi momenti da qualche parte si schiaccia un bottone dentro di me ed esce quel tipo di uomo. Altri allenatori sono dei baronetti, portano la giacca, fanno l'inchino. Io metto la tuta e schiaccio il cinque"

"Mi hanno cercato in tanti. Adessopossono risparmiare sulle telefonate. Non lavoro per guidare la squadra migliore al mondo, lavoro per poterla battere"

"Molti vengono dall'estero per vederci. O forse vengono a Dortmund per la birra. Di certo non vengono nel nostro stadio per guardare una recita, non facciamo Romeo e Giulietta, siamo calcio puro, calcio vero"

"Ho dedicato al calcio il periodo migliore della mia vita. È la sola cosa che credo di saper fare. Se mi chiedessero di costruire un tavolo, potrei impiegarci 30-40 anni. È come se avessi due mani sinistre"

giovedì 24 gennaio 2019

Lo Sheffield United Di Chris Wilder e Il Suo Strano Schema Offensivo

"Alcune delle squadre che abbiamo affrontato nei play-off in passato hanno avuto spesso paura di perdere. Si sono sempre più preoccupati di non concedere niente che di uscire e provare a vincere e, di conseguenza, hanno finito per non combinare nulla"

Negli ultimi 3 anni, Chris Wilder (manager dello Sheffield Utd) è stato sicuramente tra i miglior manager in Inghilterra.
Wilder è riuscito a raggiungere diverse promozioni e settare vari record.
Dal 2015 ha vinto due titoli di divisione, ottenendo una promozione con il Northampton Town (da subentrato salvò la squadra dalla retrocessione in Non League, poi nel 2015/16 vinse il campionato con 99 punti realizzando 82 reti e subendone 46) ed una con lo Sheffield United, portandolo fuori dalla League One (l'anno era il 2016/17 quando il suo Sheffield Utd chiuse con 100 punti realizzando 92 reti e subendone 47).
Nel 2008 aveva ottenuto anche una promozione con l'Oxford City.
Va sottolineato che sia lo scorso anno che quest'anno, le Blades sono tra le protagoniste in Championship e l'obiettivo Premier League non è certo un miraggio (nonostante un budget limitato).
Premier che per lo Sheffield Utd è ormai un miraggio da più di 10 anni, quando vennero retrocessi in circostanze controverse alla fine della stagione 2006/07.
Lo Sheffield United retrocesse nell'ultima partita della stagione, mentre il West Ham United vinse in casa del Manchester United. Gli Hammers successivamente verranno anche multati per 5,5 milioni di sterline per la gestione delle operazioni che portarono il duo argentino Javier Mascherano e Carlos Tevez ad Upton Park (quest'ultimo segnò anche il gol decisivo ad all'Old Trafford, salvando i londinesi).
Le Blades ovviamente fecero ricorso ma a nulla servì.

"Non stiamo cercando di reinventare la ruota. A volte va bene, altre volte no. Abbiamo un certo modo di fare le cose. Fondamentalmente sono una persona positiva che cerca di migliorare giocatori e squadre"

Wilder ha studiato il Manchester City e in particolar modo i suoi attaccanti e i suoi fraseggi, cercando di emulare le loro esecuzioni nello stretto ma forse il segreto è semplicemente quello di avere un buon occhio per un giocatore, farsi rispettare e metterli nelle migliori condizioni per giocare.
O, come dice Wilder, "creare un ambiente" in cui sono liberi di ottenere il meglio da loro stessi.
Chris ha iniziato la sua carriera manageriale con l'Alfreton Town 16 anni fa e si è fatto strada lentamente attraverso Halifax Town, Oxford United, Northampton e Sheffield Utd.

"Noi giochiamo sempre in avanti. Ci sono squadre che giocano in contropiede, che si schiacciano e si ritirano nella loro metà campo. Poi ci siamo noi che pensiamo di giocare in modo un po' diverso rispetto a molte squadre della divisione. Questo è il modo che ci si addice e si adatta al modo in cui vogliamo giocare"

Intervista del 2017: "Adoro il modello del Bournemouth. Hanno Harry Arter che ha giocato in Conference, Simon Francis, Charlie Daniels e Marc Pugh che hanno giocato in League One: questi sono stati gli uomini guida sino alla Premier League, insieme ad Eddie [Howe]"


"Anche Neil [Harris] del Millwall è un bravo ragazzo. È uno a cui piace giocare in avanti e sa con che spirito il calcio deve essere giocato"
"Sono ambizioso. Voglio guidare questo club in avanti, per giocare al più alto livello. Questa è la mia mentalità e voglio che i giocatori capiscano questo. Ho una visione a breve termine, continuiamo a giocare partita dopo partita. La posizione che finiremo sarà quella che meritiamo"

"Penso che il gioco sia andato avanti. Se venite qui siamo circondati da Prozone, cardiofrequenzimetri, GPS, analisi video, dietologi, psicologi.
Il gioco non cambia però: devi battere l'avversario, battere ancora l'avversario, giocando in avanti e in modo che le persone vogliono vederti giocare"
È uno sport competitivo, voglio avere le persone che competono e vogliono vincere"

Lo schema di Wilder è molto variabile: dal 3-4-1-2 (con Matt Duffy come rifinitore delle due punte) al 3-5-2 (con i terzini George Baldock ed Enda Stevens sempre pronti ad andare in avanti).
Wilder, schiera una formazione abbastanza strana che non dà punti di riferimento, visto che i difensori (centrali e terzini) sono incaricati di unirsi agli attaccanti.
Solo il portiere Dean Henderson e il centrale John Egan rimangono nella metà campo dello United, con gli altri nove Blades tutta sulla linea di metà campo.
Come si vede in uno screen che riporta le posizioni dei giocatori in campo contro l'Hull City: il centrocampista John Fleck (che affianca l'altro centrale Oliver Norwood) fa quasi da spalla agli attaccanti David McGoldrick e Billy Sharp, mentre il centrocampista offensivo Mark Duffy era il giocatore United più vicino al portiere avversario David Marshall. Chris ha visto diversi avversari passare a difese a 3 (in realtà a 5) nel tentativo di annullare lo schema delle Blades, con vari gradi di successo, e ammette che potrebbe modificare di nuovo la propria formazione per mantenere il vantaggio tattico.

"Dobbiamo essere in grado di giocare in diverso modo. Dobbiamo avere giocatori che possono giocare in modi diversi, forme diverse e combinazioni diverse"



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venerdì 18 gennaio 2019

La Storia Di Andy Murray: Insulti, Litigi e Controversie

Andy Murray nato a Glasgow nel 1987 e cresciuto a Dunblane, iniziò sin da piccolissimo con il Tennis per poi abbandonarlo per il Calcio facendosi peraltro notare dai Rangers Glasgow.
Ma tornò presto alla racchetta per non abbandonarla più.
Di sicuro fu uno choc quando a otto anni uscì illeso insieme al fratello al massacro della scuola elementare di Dunblane: un uomo armato entrò nella struttura e aprì il fuoco uccidendo 16 bambini e un’insegnante. I due fratelli Murray riuscirono a salvarsi per miracolo.
Ma un macigno fu anche la separazione dei genitori l’anno dopo: "Quando sei un bambino non capisci il divorzio. Vedere nostra madre e nostro padre litigare è stato duro per me e Jamie, ma loro sono stati ottimi genitori. Ci hanno dato tantissime opportunità e si sono impegnati al massimo. Anche se non è facile per un bambino trovarsi in mezzo a tutto quanto".
Decisivo l’incontro con Kim Sears che ha sposato l’11 aprile 2015.
Quando nel 2005, a 18 anni, si affacciò fino al terzo turno di Wimbledon, quasi abbagliato dai riflettori, nel tempio del Tennis e di quel pubblico che disperatamente era alla ricerca di un possibile erede di Tim Henman.
Ma al terzo turno perse, e tornò ad essere solo un giovane scozzese.
A fine anno la prima finale a Bangkok, persa contro Federer, che nonostante la vittoria in due set a fine gara dichiarò senza dubbi che Murray è uno da altissimi livelli.
Il trionfo in casa dopo mille anni da Fred Perry, la Davis consegnata alla Gran Bretagna giocando di fatto da solo se non con l’aiuto del fratello.
L’atteggiamento di chi non è mai soddisfatto, spesso travisato o sfociato in indolenza, litigi, insulti, lamentele, ma originalmente un desiderio continuo di volersi migliorare e spingersi al limite.
Una seconda parte di 2016 dominata con l’aiuto del suo granitico team di preparatori e fisioterapisti, di sua moglie Kim che pur di stargli accanto si è beccata anche una denuncia per oscenità pronunciate in pubblico.
La mano rigida di mamma Judy, quella affettuosa del fratello Jamie.
Vincitore di due volte a Wimbledon (2013 e 2016), una volta agli US Open (2012), unico tennista nella storia delle Olimpiadi a vincere due ori nel torneo singolare (Londra e Rio).
Oltre a firmare nel 2015, in coppia con il fratello Jamie, come detto, il ritorno al successo in Coppa Davis della Gran Bretagna interrompendo un digiuno di 79 anni.
Nel mezzo anche 8 finali perse negli Slam: 1 negli USA (2008), 5 in Australia (2010, 2011, 2013, 2015, 2016) ed 1 a Wimbledon (2012).
E' il N.1 del mondo a fine 2016.


LITIGI, INSULTI E CONTROVERSIE
Nel 2013 si ricorda il tennista scozzese, sotto di due set contro lo spagnolo Verdasco (prima della grande rimonta), prendersela con uno spettatore per una foto con il flash, poi con un giudice di linea perché ha fatto rumore spostando la sedia, ma soprattutto con se stesso per gli errori che faceva a ripetizione.
E così, grazie ai microfoni a bordo campo, a un certo punto i telespettatori hanno potuto benissimo sentirgli dire: "Fottuto coglione, che cavolo sto facendo?"
In quella partita, secondo Gianni Clerici, gli spettatori fecero un tifo "da Wembley più che da Wimbledon" durante la gara, applaudendo platealmente e insistentemente gli errori di Verdasco, un "reato" ben più grave delle imprecazioni di Murray.

Mats Wilander: "Quando l'arbitro fermerà il diluvio d'insulti che in ogni match Murray lascia sul campo? Questo linguaggio non è positivo per il tennis e per tutte le persone che guardano questo spettacolo con i figli davanti la televisione"

Si ricordi anche il litigio con Rosol a Monaco di Baviera nel 2015.
Durante il match di quarti di finale, Lukas Rosol andò addosso a Murray durante un cambio di campo e lo scozzese non l’ha presa bene, dicendogli: "Non piaci a nessuno nel tour, ti odiano tutti"


IL DIFFICILE RAPPORTO CON I COACH
Dopo le rotture con Brad Gilbert, Miles Maclagen, Alex Corretja, Ivan Lendl, l’elenco degli allenatori che hanno mollato lo scozzese per il suo caratteraccio è lunghissimo.
Compresa Amélie Mauresmo, ex tennista francese.
Riguardo la sua rottura risalente al 2016: "Ho un buon rapporto con Amélie, non credo si possa dire qualcosa a riguardo. E’ stato detto che gli ultimi giorni con lei sono stati un continuo litigio, che io ero continuamente in contrasto con tutto quello che lei diceva, che ci siamo separati in maniera difficile: tutto questo semplicemente non è vero. Chi dice che c’è stata una conversazione alterata (in riferimento ad una presunta discussione accesa avuta a Madrid) sta mentendo o non era lì. Abbiamo parlato in maniera calma per tutto il tempo e dire che abbiamo rotto per il mio comportamento significa dire il falso. A Madrid non abbiamo discusso neanche una volta"

Lo scozzese ha avuto sempre rapporti difficili con i suoi allenatori, per via del suo comportamento in campo: "Naturalmente, quando abbiamo lavorato insieme, abbiamo discusso di molte cose e ci sono stati momenti in cui, come è successo con tutti i miei allenatori, mi hanno detto ‘concentrati di più sul gioco, scarica la tua frustrazione su altro e distraiti da ciò che sta accadendo sul campo’, ma dire che questo è il motivo per cui abbiamo smesso di lavorare insieme è sbagliato"

A seguito della disfatta dell'Argentina contro la Croazia nel mondiale di Russia 2018 scambio di ironie, con insulto, tra lo scozzese e due tennisti argentini, presenti alla disfatta dell’Albiceleste contro la Croazia. Prima del fischio d’inizio al Nizhny Novgorod Stadium, Juan Monaco ha pubblicato sul suo profilo Twitter un selfie che lo ritraeva in tribuna con indosso la maglia dell’Argentina, al fianco di Diego Schwartzman, N.11 del ranking mondiale.
“Vamos Argentina”, il suo commento alla foto.
Murray ha atteso la conclusione dell’incontro per scatenare la sua perfida ironia: "Siete contenti di aver viaggiato fin là per tutto questo?", con esplicito riferimento alla netta sconfitta dell'Argentina.
Non si è fatta attendere la replica di Monaco, affidata allo stesso social network: un emoticon, raffigurante un dito medio, che ha definitivamente chiuso la conversazione.


L'INDIPENDENZA DELLA SCOZIA
Nel 2014, la mattina del referendum, Andy Murray non ce l’ha più fatta a mettere a tacere il proprio pensiero e ha rivelato a chi andavano le sue simpatie: all’indipendenza.
Murray sui social media poi è stato processato, attaccato, perfino minacciato. Al punto da avere spinto Scotland Yard ad aprire un’inchiesta, per proteggerlo ed eventualmente punire chi lo minaccia. Murray ovviamente è scozzese, ma nel Tennis, diversamente da altri sport (Calcio, Rugby, Golf), non ci sono squadre nazionali separate per le quattro regioni/ nazioni che compongono la Gran Bretagna.
Questo gli ha permesso di rappresentare il Regno Unito in Coppa Davis e alle Olimpiadi.
Nel 2006 quando un giornale gli chiese, prima dei Mondiali di calcio in Germania, chi avrebbe voluto veder vincere, rispose "chiunque, tranne l’Inghilterra".
Ricevette anche allora un’ondata di insulti.
Imparò la lezione: nel 2013, dopo il suo sofferto trionfo a Wimbledon, rifiutò di mettersi sulle spalle la bandiera scozzese, che il primo ministro del governo autonomo di Edimburgo, Alex Salmond, presente sugli spalti per sfruttare l’occasione, gli aveva offerto.
Non voleva diventare una strumento di propaganda.
Perciò rimase zitto fino alla vigilia del referendum scozzese, sebbene altri campioni scozzesi dello sport si siano schierati: come Alex Ferguson, l’ex allenatore del Manchester United, e Chris Hoy, medaglia d’oro di ciclismo su pista alle Olimpiadi di Londra, entrambi contrari all’indipendenza.
Fino alla mattina del 18 settembre, quando a urne già aperte Murray non ha più resistito a nascondersi dando il suo appoggio alla secessione da Londra. I messaggi contro di lui sono cominciati subito e sono diventati un uragano di insulti minacce dopo la vittoria dei “no”.
Così tanti e feroci, da indurre la polizia ad aprire un’inchiesta.


CONTRO IL DOPING
Il tennista scozzese nel 2016 ha dichiarato di aver avuto sospetti su qualche collega capace di giocare 6 ore di fila senza mostrare il minimo segno di fatica: "ho mai avuto sospetti su qualcuno? Sì. Le cose le senti. Guardando qualcuno giocare match di 6 ore e vedendo che non mostra segnali di stanchezza, la si vede in quel modo".
Poi Murray, ritornando sul caso Sharapova, ha ammesso come esso sia un progresso perchè ha messo la parola fine alle possibili coperture dei grandi giocatori trovati positivi: "Quando qualcuno come Sharapova viene squalificata, lo vedo come qualcosa di positivo. Se succedessero queste cose e non ne sapessimo di questo, sarebbe un grande problema perchè è come se il Tennis coprisse i grandi giocatori. Se qualcuno lo fa, il mondo del Tennis dovrebbe farlo sapere, ora stanno cambiando le cose. Se qualcuno è sorpreso per un periodo o stanno discutendo di questo o cercano di decidere quale sentenza possa essere assegnata, bene questo il pubblico lo saprà. Perciò non ci saranno silent ban e nessuno dirà che saranno infortunati. Questo è successo con Marin Cilic, quando infortunato si è ritirato da Wimbledon. La gente ha iniziato a parlarne e poi è uscito fuori che aveva fallito un test anti-doping, è questo è terribile. Che sia match fixing o doping, al primo segnale devi impegnarti al massimo per cambiare la situazione e non solo dire ‘Questo è molto raro‘. No, assicurarti che questo non accada di nuovo"

Poi aggiunge: "C‘è così tanto denaro nel Tennis ora. Perchè non investire di più nel programma doping? I vincitori prendono £700,000, e il programma antidoping costa alcuni milioni di dollari. Perciò ha molto più senso investire di più nell’anti-doping e non mettere tutto nei prize money"

Sempre sulla Sharapova: "Se hai sbagliato devi pagare. Non capisco perchè la Head (nota marca di racchette) le rinnovi il contratto. Ritengo che sia sbagliato prescrivere una medicina di cui non hai bisogno anche se è legale. Se non la utilizzi per finalità mediche, è ovvio che viene consumata per altri scopi e migliorare le tue prestazioni. E se fai qualcosa del genere, devi essere squalificato"

In un'altra intervista da neo numero 1 del mondo, Murray attacca i suoi colleghi: "Sarebbe singolare credere che il nostro sport ne sia immune. Nessuno sport lo è.
Se qualcuno bara, deve essere punito. Non considero giusto uscirsene con la considerazione che è la prima volta che capita. Quando si verifica un problema, non bisogna far finta di nulla.
Se qualcuno non rispetta le regole, occorre dirlo. Sarebbe bene parlare di queste cose più apertamente"



FINTI INFORTUNI
Murray inoltre è stato spesso accusato di fingere infortuni ma questo lo fanno più o meno tutti: da Nadal passando per Djokovic.
Di Murray si ricordano i (presunti) crampi nel primo turno a New York nel 2014 contro Robin Haase con l'olandese avanti 2 set a 0.
L'anno successivo però se la prese con Rafael Nadal.
Il maiorchino infatti fu protagonista di un secondo turno di Slam molto più complicato del previsto contro Tim Smyczek dovuto sì al buon gioco dello statunitense, ma anche a disidratazione e crampi.
A Murray non andò, evidentemente, giù il diverso trattamento riservato da appassionati e media a parità di condizione, ovvero una vittoria conseguita nonostante problemi fisici: "Quando l’anno scorso agli US Open contro Robin Haase al primo turno degli US Open ho vinto con i crampi, ero un fenomeno di recitazione, fuori forma, bisognoso di uno psichiatra, impostore".  

Frecciatine anche a Novak Djokovic, reo di averlo sconcentrato nella finale persa agli Australian Opern 2015, dove però effettivamente il serbo moribondo sembrava essere sul punto di ritirarsi da un momento all'altro, per poi fare corse e recuperi incredibili.
"Non so quale fosse il suo problema, sembrava chiaro non stesse bene ad inizio terzo set, poi ad un certo punto di è mosso in una maniera incredibile, scivolava ed andava su ogni palla. Nel quarto set il modo in cui si muoveva e colpiva ogni palla era impressionante. Spero non abbia fatto tutto ciò per farmi deconcentrare. Se aveva i crampi non era facile recuperare e giocare così bene come ha fatto lui"


SCONTRI DIRETTI (GIOCATORI PRINCIPALI)
Murray v Federer 11-14
Murray v Nadal 7-17
Murray v Djokovic 11-25
Murray v Roddick 8-3
Murray v Del Potro 7-3
Murray v Berdych 11-6


PALMARES (TORNEI PRINCIPALI: GRANDE SLAM, MASTER 1000, COPPA DAVIS, OLIMPIADI)
Cincinnati (Master 1000) 2008
Madrid (Master 1000) 2008
Miami (Master 1000) 2009
Montreal (Master 1000) 2009
Toronto (Master 1000) 2010
Shanghai (Master 1000) 2010
Cincinnati (Master 1000) 2011
Shanghai (Master 1000) 2011
Olimpiadi 2012
US Open (Grande Slam) 2012
Miami (Master 1000) 2013
Wimbledon (Grande Slam) 2013
Madrid (Master 1000) 2015
Montreal (Master 1000) 2015
Roma (Master 1000) 2016
Wimbledon (Grande Slam) 2016
Olimpiadi 2016
Shanghai (Master 1000) 2016
Parigi-Bercy (Master 1000) 2016
Londra (ATP World Tour Finals) 2016



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giovedì 10 gennaio 2019

Hooligans Contro Ultras: Morti Negli Stadi

Prenderemo come riferimento le due correnti principali di tifo organizzato: quella albionica in riferimento agli Hooligans e quella Ultras del mondo latino prendendo come riferimento il campionato italiano.
Scopo dell'articolo non è quello d'incitare alla violenza nè tantomeno dire quale delle due sia stata più estrema, quanto di riportare la maggior parte delle tragedie che sono avvenute in queste due nazioni.
Gli inglesi hanno prima limitato il fenomeno e poi l'hanno sconfitto a fine anni 90, invece in Italia (e in molti paesi dell'Est Europa) pare essere ancora agli anni 70 e 80.
Per l'Inghilterra è stato assolutamente impossibile riportare le tragedie occorse fuori dallo stadio quindi tranne che per un caso noto, ci si è limitati alle tragedie occorse negli stadi.


INGHILTERRA (HOOLIGANS)
1946
Dopo i 26 morti occorsi in Scozia-Inghilterra del 1902, un'altra grande tragedia colpisce l'Inghilterra.
Durante Bolton-Stoke City del 1946, non vengono rispettate le misure di sicurezza nello stadio: sovraffollamento di tifosi con seguente crollo delle gradinate.
I tifosi si riversano in campo ma i morti saranno 33 (una tragedia simile succederà anche ad Ibrox durante Rangers-Celtic del 1971, dove i morti saranno 66).

1974
Durante Blackpool-Bolton (second division) nella Spion Kop viene ucciso un tifoso del Blackpool, accoltellato a morte.

1976
Durante scontri su un treno tra tifosi del West Ham e Millwall, a lasciarci le penne sarà un tifoso dei Lions scaraventato fuori dal treno.

1980
All'Ayresome Park di Middlesbrough perdono la vita 2 tifosi di casa nella partita contro il Manchester Utd, a seguito del crollo di un blocco di cemento nello stadio. Vengono incolpati i tifosi del Manchester Utd, rei di aver fatto irruzione nella end avversaria.
I tifosi dello United si difendono dicendo che i due fans del Boro stavano scappando dalla polizia.
Verrà comunque accertato che lo stadio non rispettava le misure di sicurezza.

1980
Sempre a Middlesbrough viene ucciso un altro tifoso del Boro, questa volta a seguito di una rissa con i tifosi del Nottingham Forest.

1982
Durante il derby londinese tra Arsenal e West Ham viene ucciso un tifoso, in una maxi rissa tra le due tifoserie.

1985
Durante un incontro di Third Division, nella Valley Parade di Bradford dove i padroni di casa ospitavano il Lincoln City, divampa un gigantesco incendio dove perdono la vita 56 tifosi.
Non si capirà mai se l'incendio fosse doloso o provocato casualmente da qualcuno.

1985
A St.Andrews il Birmingham ospitava il Leeds, a seguito di feroci scontri, le cariche della polizia provocarono la morte di un tifoso del Leeds.

1985
Il 1985 è anche l'anno della tragedia dell'Heysel, dove 39 tifosi juventini vengono uccisi dalle cariche degli Hooligans del Liverpool.

1986
Viene accoltellato a morte Terry Burns, tifoso del West Ham, da tifosi del Millwall.

1989
In FA Cup nello stadio dello Sheffield Wednesday, durante Liverpool-Nottingham Forest, perdono la vita 96 tifosi. I giornali scandalizzati etichettano gli Hooligans e i tifosi violenti come "animali" e "bestie" in riferimento all'ennesima tragedia in terra albionica, tuttavia questa tragedia verrà attribuita a carenze delle forze dell'ordine e dei servizi sanitari.

2004
Durante un match di Carling Cup tra Aston Villa e QPR perde la vita un tifoso, a seguito di scontri tra le tifoserie opposte.



ITALIA (ULTRAS)
1963
Allo stadio "Vetusti" si gioca la partita tra Salernitana e Potenza, match di serie C. A causa di un rigore non concesso ai campani i tifosi invadono il campo, scoppia la guerriglia e un poliziotto spara un colpo in aria: il proiettile raggiunge sugli spalti Giuseppe Plaitano, 48enne tifoso della Salernitana, e lo uccide.

1979
Durante Roma-Lazio, dalla Curva Sud occupata dai sostenitori giallorossi parte un razzo che attraversa tutto lo stadio e colpisce al volto Vincenzo Paparelli, tifoso laziale, causandogli lesioni gravissime. L'uomo muore in ospedale poco dopo.

1984
Alla fine di Triestina-Udinese, partita di coppa Italia, rimane ucciso Stefano Furlan a seguito di gravi lesioni cerebrali, causate molto probabilmente dalla polizia.

1984
Al termine di Milan-Cremonese, il tifoso rossonero Marco Fonghessi viene accoltellato da un altro supporter del Milan: scambiato per un ultrà grigiorosso.

1988
Negli scontri in Ascoli-Inter allo stadio "Del Duca" perde la vita Nazzareno Filippini, 32enne tifoso bianconero, viene gravemente ferito e muore poco dopo in ospedale.

1989
Una ventina di ultras rossoneri, poco prima di Milan-Roma, cercano di aggredire quattro tifosi giallorossi. Uno di loro, il 18enne Antonio De Falchi, muore durante la fuga stroncato da un arresto cardiaco.

1993 Al termine di Atalanta-Roma, Celestino Colombi, 42enne tifoso nerazzurro, muore stroncato da un infarto dopo essere rimasto coinvolto per caso nelle cariche della polizia.

1994
Aggredito da alcuni tifosi del Messina dopo il derby col Ragusa, il 22enne Salvatore Moschella muore gettandosi dal treno su cui viaggia, in prossimità della stazione di Acireale.
Cinque le persone arrestate, delle quali due minorenni.

1995
Prima della partita Genoa-Milan, il tifoso rossoblu Vincenzo Spagnolo viene accoltellato a morte da un 18enne supporter rossonero, Simone Barbaglia (poi condannato a 15 anni di carcere per l'omicidio).

1998
Fabio Di Maio, 32enne tifoso del Treviso, muore per arresto cardiaco dopo l'intervento della polizia che cerca di sedare un accenno di rissa al termine della partita tra la formazione veneta e il Cagliari.

1999
Il giorno dopo Piacenza-Salernitana, sfida decisiva per la permanenza in serie A, il treno su cui viaggiano verso casa oltre tremila tifosi granata prende fuoco vicino la stazione di Salerno. Nel rogo, appiccato dagli stessi tifosi, perdono la vita quattro giovani supporters granata: Vincenzo Lioni e Ciro Alfieri, 15 anni, Simone Vitale, 21, e Giuseppe Diodato, 23.

2001
Antonino Currò, tifoso messinese di 24 anni, muore dopo esser rimasto in coma alcun giorni per una bomba carta lanciata dalla curva del Catania.

2003
Sergio Ercolano, tifoso del Napoli, cade nel vuoto e muore a seguito di scontri con la polizia prima del derby con l'Avellino.

2007
Gabriele Sandri, 28enne tifoso della Lazio, muore nella stazione di servizio di Badia al Pino, vicino Arezzo, sull'autostrada A1. Fatale un proiettile sparato da un agente della polizia stradale, Vincenzo Spaccarotella, intervenuto per sedare una rissa tra supporters di Lazio e Juve.

2008
Matteo Bagnaresi, tifoso del Parma, viene travolto e ucciso, nell'area di servizio "Crocetta", tra Asti e Alessandria, da un pullman di tifosi juventini diretti allo stadio Olimpico di Torino.

2014
Ciro Esposito, tifoso del Napoli, muore 50 giorni dopo esser stato ferito a Roma da un colpo di pistola prima di Napoli-Fiorentina, finale di Coppa Italia del 3 maggio.
A sparare Daniele De Santis, ultrà della Roma.

2018
Daniele Belardinelli, 35enne varesino tifoso dell'Inter, muore poche ore dopo essere stato investito nel corso di tafferugli tra opposte tifoserie scoppiati prima di Inter-Napoli.



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